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THERMAL TREATMENT CENTRE

See also: What to See and Do - Local Specialities and Artisans - Events, Fairs and Festivals

Total relaxation in the province of Alessandria

bollente acqui

Today's Acqui Terme has at its heart the "Bollente" square, where a spring pours out 540 litres of water a minute at a constant 75°C. This high temperature and the strong whiff of sulphur in winter means steam billows up and around the buildings and issues forth from drains in the streets to create an almost Dante-esque inferno. The relaxing sensation that comes from taking the waters is without price, benefiting both the body and the mind. And still today, some two thousand years after the Romans, the spa water (salt, bromine, iodine, sulphur) has the same characteristics. Rain water filters down through the ground, heats up, enriches itself over some fifty years, a slow process that lends itself to therapeutic use, especially for rheumatic or arthritic disorders, for problems associated with movement (together with physiotherapy) and for respiratory problems.

Rehabilitation takes place through inhalation, atomising, spa baths, water gym activities with alternating periods in hot and cold water, an authentic part of our Roman heritage, all in a relaxing and professional atmosphere. The jewel in the crown of this spa is the mud, created from a fine mixture of spa water with selected clays and locally applied at a controlled temperature of 47°C . With the passing of the years, the Spa classified by the S.S.N. as being at the 1st superior level has been careful to renew itself, adding to the medicinal therapies a whole new range of beauty treatments, prepared for those people who want a relaxing break far from the hustle and bustle of the city. There is a whole range of massages, shower treatments, mud beauty treatments and hydro massage therapies together with a range of cosmetics with a base of spa waters.

 

SORGENTE "BOLLENTE" (73°C circa)
(estratto analisi effettuata nel 1998)

 

SORGENTE "ACQUA MARCIA" (19°C circa)
(estratto analisi effettuata nel 1998)

 

pH: 8,4 Residuo fisso a 180°C:

mg/l

2.200,0

 

pH: 7,7 Residuo fisso a 180°C:

mg/l

2.571,0

Sodio

Na+

mg/l

665,1

 

Sodio

Na+

mg/l

862,5

Potassio

K+

mg/l

15,5

 

Potassio

K+

mg/l

10,1

Magnesio

Mg++

mg/l

0,1

 

Magnesio

Mg++

mg/l

15,0

Calcio

Ca++

mg/l

127,8

 

Calcio

Ca++

mg/l

78,9

Cloro

Cl-

mg/l

1.095,0

 

Cloro

Cl-

mg/l

1.352,0

Idrogeno Carbonato

HCO3-

mg/l

29,3

 

Idrogeno Carbonato

HCO3-

mg/l

202,8

Solfato

SO4-

mg/l

207,0

 

Solfato

SO4-

mg/l

2,8

Bromo

Br-

mg/l

3,7

 

Bromo

Br-

mg/l

4,2

Iodio

I-

mg/l

0,5

 

Iodio

I-

mg/l

0,5

Solfoidrato

HS-

mg/l

1,86

 

Solfoidrato

HS-

mg/l

30,3


Il passato delle regie terme acquesi

Thermes dAcquiLo ritroviamo nelle monumentali residue strutture dell'acquedotto del I sec. d.C: quegli archi e tratti di condotto che un tempo portavano l'acqua del torrente Erro ad alimentare, oltre a fontane publiche e private, soprattutto le piscine dei complessi termali.
Al riguardo, recentemente è stata restaurata e resa visitabile una vasta piscina gradonata appartenente ad un grande impianto romano mentre di un'altra importante struttura "balneare", rinvenuta nel secolo scorso sotto l'area del tempietto neoclassico di Piazza Bollente, è visibile in quel sito parte del pavimento a mosaico che riportava i nomi dei committenti.
Con i cambiamenti epocali seguiti all'anno Mille e la formazione del Comune acquese si avrà pure per le strutture termali un rinnovo: la loro rinascita in un ambiente storico del tutto mutato.
Risale infatti alla fine del Millecento l'estensione, da parte del Comune, delle mura intorno alla "Bollente" e 10 scavo della grande piscina a gradoni o bagno pubblico che ha conferito per secoli l'aspetto e il nome medesimo alla piazza.
Alla fine del Medioevo, poi, verso il 1480, grazie ai lavori edilizi promossi dal Cardinale Teodoro, fratello del Marchese Guglielmo Vili di Monferrato, le strutture termali di là da Bormida inizieranno quello sviluppo che nel corso del XVI secolo le porterà a soppiantare completamente quelle cittadine. Si giungerà così al Seicento, epoca in cui in città rimarranno in funzione solo alcuni bagni, mentre gli impianti di là da Bormida, progressivamente ingranditisi sino a giungere a cento e più camerini, nel 1687, dopo una rovinosa frana, verranno completamente riedificati a spese del Duca di Mantova.
Il progetto della "Regia fabbrica",opera dell''architetto casalese Giovanni Battista Scapitta,con la sua organizzazione spaziale a quadrilatero porticato attorniante la piscina a cielo aperto, avrà un carattere potentemente innovativo sull'architettura termaleCon il procedere del tempo la suddetta "fabbrica" e l'area circostante saranno oggetto di diversi interventi. Il principale avverrà nel 1789, quando Varchitetto Giovanni Battista Ferroggio porterà ad esecuzione il vecchio progetto di separare gli impianti e gli alloggiamenti dei militari con la costruzione di una nuova fabbrica in adiacenza di quella scapittiana.
La prospettiva settecentesca di rendere la città termale luogo di completa rigenerazione psicofisica e non solo di cura, già implicita nella separazione degli impianti per militari da quelli civili, proseguirà nel 1826/'27 ad opera di Re Carlo Felice con l'erezione di una prima "casa pel ricovero de' poveri" e, quindi, con l'aggiunta di due ali alla fabbrica Regia e la completa ridefìnizione dei giardini all'interno e all'esterno della medesima.

La separazione delle terme "dei poveri" dalle "Antiche" troverà una sistemazione definitiva ed estremamente innovativa con l'erezione, nel 1847, del cosiddetto "Carlo Alberto" ad opera dell''ingegnere Lorenzo Gianone. Lo stesso Carlo Alberto, poi, sarà il promotore del ponte sul Bormida - terminato nel 1850 - , fondamentale collegamento con la città, che nel suo sviluppo urbanistico tardo ottocentesco crescerà proprio lungo l'asse viario (Corso Bagni) creato con l'erezione del ponte.

All'apice di questo tracciato, infatti, subito fuori le vecchie mura, ove è l'attuale Piazza Italia, nei decenni 1870/'80 sorgeranno e prenderanno lentamente forma l'Albergo "Nuove Terme" e i suoi impianti; l'altro polo termale d'Acqui, da secoli negletto - nonostante il grande progetto napoleonico d'utilizzo a scopi curativi dell'area di San Francesco - , tornerà così rinvigorito a risplendere e ad affiancare, com'è tuttora, l'area termale d'Oltrebormida. Premessa a questa rinascita sarà nel 1868 il passaggio delle Terme dal Regno al Comune di Acqui, rappresentato dalla figura del suo più grande uomo politico, il futuro Senatore Giuseppe Saracco. Dopo ciò, nel 1879 verrà inaugurato un primo Stabilimento di cura, completato nel 1881 per quanto concerne la parte alberghiera. Il progetto di questo primo cantiere, comprendente il fronte verso l'attuale Piazza Italia, poi radicalmente modificato nel 1930, e quello lungo Corso Bagni, sarà firmato dagli ingegneri Malvoni, De Bernardi, Ferrari e Ceruti. Un secondo cantiere diretto dall''ingegnere Mario Vicari porterà nel 1889 al completamento degli interventi con l'erezione di un organico ed elegante nuovo Reparto di cure aggettante verso il giardino interno delle "Nuove Terme".
Tra la fine del 1929 e il 1930 verrà ristrutturato il fronte verso la piazza dell'Hotel "Nuove Terme" e si ricostruirà il Reparto cure dello stesso stabile, reparto che è quello attualmente in uso. Nello stesso giro di anni in zona "Bagni" verrà eretto il Kursaal; nel 1931 in poco più di due mesi si costruirà il nuovo Reparto di cure "Regina", in uso tuttora;
nel 1939, le Terme di Acqui verranno nuovamente demanializzate e solo recentemente, nel 1998, ritorneranno ad essere pertinenza amministrativa del Comune di Acqui e, soprattutto, della Regione Piemonte, i quali inizieranno una generale opera di rinnovo del patrimonio immobiliare dell'Azienda con la conseguente creazione di nuovi ed eleganti spazi d'utilizzo per cure e visite mediche.


Le cure termali

Fangobalneoterapia
terme1La fangoterapia è un trattamento terapeutico documentato in Acqui dagli inizi del XV secolo, anche se è prospettabile un suo utilizzo presso il "lago delle sorgenti", in zona Bagni, ben più antico, stante la medioevale denominazione di tale sito come "ad fangas".

I fanghi naturali, anticamente estratti a forza di braccia dal fondo del "lago delle sorgenti", oggi, per ragioni logistiche ed igieniche, sono preparati in fanghiere coperte dove per più di 6 mesi la componente inorganica d'essi, costituita da argilla e da un agglomerato di minerali allo stato cristallino, si mescola intimamente con l'acqua sulfureo-salsobromojodica della sorgente "Bollente" che vi si immette alla temperatura di circa 60°C.

In questa fase, definita di maturazione, il fango modifica le sue caratteristiche chimiche e fisiche, sviluppando una parte organica comprendente: microflora (solfobatteri, alghe, diatomee, protozoi), microfauna, humus e altro.
Il fango così preparato rimane immagazzinato in appositi serbatoi fino al suo utilizzo nel reparto di cura e giunge ai reparti di cura delle Terme di Acqui ("Nuove Terme", "Regina" e "Antiche Terme") perfettamente integrato di ioni e mineralizzatori, con un'ottimale plasticità e capacità di trattenere colore e alla temperatura fissa di 48-49°C.

terme2Circa la metodica d'applicazione l'operatore addetto alla fangatura (il fanghino, ossia il fangarolo di un tempo), applica il fango - in quantità variabile, ma comunque non superiore i 25 o 30 Kg - sulle articolazioni indicate e copre il paziente per circa 15'; dopo di che, tolto il fango, viene praticato nello stesso camerino un bagno terapeutico in acqua termale a 38°Cper circa 10' e di seguito la "reazione" sudatoria, prima sul letto del camerino e, poi, nell'apposito ambiente comune dello stabilimento.

Relativamente alle indicazioni pertinenti la fangobalneoterapia al primo posto, cioè nell'80% o 90% dei casi, vi è l’Artrosi primitiva e secondaria; seguono, distanziate: le sciatalgie e le brachialgie croniche, i postumi dolorosi cronici di traumi, alcune forme di reumatismo extraarticolare come le periartriti della spalla e dell'anca, le sindromi fibromialgiche e, in minor numero, le borsiti e le sinoviti croniche, le tendinopatie croniche, le sindromi canalicolari (tunnel carpale). Possono essere oggetto di trattamento anche alcune forme di reumatismo infiammatorio cronico, come l'artrite reumatoide, l'artrite psoriasica, quella gottosa e la spondilite anchilosante, unicamente, però, quando il quadro flogistico è spento. Riguardo all'osteoporosi non vi sono controindicazioni, anche se i possibili effetti benefici della cura sono solo indiretti.

 

Cure inalatone
terme3I trattamenti inalatori si effettuano in Acqui fin dal decennio 1870, cioè non molto tempo dopo la messa a punto in Francia di metodiche inalatorie termali. Si possono, perciò, considerare tra le cure tradizionali della nostra stazione e, anche, tra le più praticate, essendo il numero di clienti delle "inalazioni" di poco inferiore a quello della diffusissima fangobalneoterapia.

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